CHANNELLING
a cura di Daniel Razalhock
Il channelling è un nuovo termine che racchiude i fenomeni dello spiritismo tradizionale, incanalandolo verso una nuova forma di pensiero della “vita” nell’astrale.
Tradotto in “canalizzazione”, il channelling mette in relazione la mente dello “strumento”, ossia colui che percepisce (sensitivo, medium) e un’entità che noi generalmente denominiamo come angeli, spiriti, maestri di luce, guide spirituali, ecc… attraverso una trance. Tuttavia bisogna specificare la differenza tra un sensitivo ed un medium: il primo percepisce l’energia traducendola in varie forme tra cui immagini (visualizzazione), sensazioni, pensieri, ecc… ; il medium invece è anche capace di comunicare con queste energie. La loro differenza sta nella capacità di comunicare e di interagire con le varie entità, benché il medium è il solo capace di produrre fenomeni quali l’automatismo parlante, l’incorporazione, e la materializzazione, mentre il sensitivo si limita a percepire e a tradurre in prove effettive ciò che sente, applicando talvolta la scrittura automatica.
Le tracce dell’odierno channelling si trovano nelle diverse religioni e nei vari popoli. Ad esempio in Egitto i sacerdoti erano soliti evocare i defunti con formule magiche tramandateci nel loro Libro dei Morti. Da come si evince dal Vecchio Testamento, Saul fece evocare Samuele dalla necromante Endor. Presso l’Antica Grecia, come apprendiamo dall’Odissea, Ulisse evocò l’indovino Tiresia; altra figura interessante apparsa in Grecia era quella dello psicagogo, colui che era in grado di evocare i morti e di comunicare con essi.
In un aneddoto del cristianesimo si racconta invece che il Concilio di Nicea aveva bisogno delle firme di due sacerdoti defunti, per chiudere ufficialmente un documento; diversi padri del concilio scongiurarono i defunti. Poco tempo dopo le due firme apparvero sul documento lasciato presso le loro tombe.
Come abbiamo visto, la pratica del channelling era diffusa in varie ere e presso vari popoli, tramandata fino ai nostri giorni sotto un nuovo termine e un uso più spirituale che personale. Ciò significa che l’evocazione dei defunti non è più vista come un metodo per conversare di argomenti futili, ma diventa un vero e proprio modo di analizzare materie sulle quali riflettere e d’elevazione spirituale per tutti gli Esseri Umani, chiedendo consigli elevati alle entità evocate, modi di comportarsi per migliorare sé stessi per il bene comune. Non vi è uno scopo egoistico ed utilitaristico nel piano materiale dell’esistenza o come molti si rivolgono a tali pratiche a causa della mancanza del parente defunto.
Tornando ad analizzare il channelling nel suo uso pratico, si ritrovano facoltà spirituali come la chiaroveggenza (capacità di “vedere” nell’astrale persone e situazioni), la chiaropercezione (la semplice percezione dell’energia), e la chiarudienza (capacità di udire voci dal piano astrale o anche suoni). Gli Strumenti si distinguono fra loro in base al livello di percezione, ossia: conscio (lo Strumento mantiene uno stato mentale normale durante la trance, mantenendo un totale ricordo di ciò che esplicato), semi-conscio (lo Strumento mantiene uno stato mentale stabile, ma al termine della percezione ricorda solo una piccola parte di ciò che ha percepito), inconscio (lo Strumento sembra essere immerso in una trance profonda e non ricorda nulla di ciò che ha vissuto, caso dell’incorporazione).
Molte sedute del channelling sono archiviate dai vari gruppi che si occupano in merito. Queste splendide conversazioni con entità spiritualmente elevate, sono delle vere e proprie lezioni di vita, colme di concetti spirituali, volti all’elevazione dello spirito. Non bisogna però dimenticare l’aspetto negativo del channelling, sebbene sia rivolto ad un tipo di conversazione con entità elevate; uno di questi aspetti negativi è il rischio di imbattersi in entità malefiche, che spesso si nascondono sotto mentite spoglie di Esseri benevoli. Per questo motivo, molti operatori del channelling adottano un senso religioso e mistico che permette una preparazione alla difesa e alla protezione di sé stessi, non dimenticando che l’esperienza e la conoscenza insegnano a rilevare il pericolo e a scansarlo.
La pratica del channelling si sviluppa, ad esempio, con la meditazione, e la sua origine proviene sia da facoltà naturali dell’Essere Umano, derivate anche da traumi fisici, sia da facoltà ereditate. Non bisogna dimenticare che ognuno di noi ha in sé queste facoltà latenti, che possono essere risvegliate con la volontà della conoscenza e della pratica.
Il channelling a differenza dello spiritismo si svolge attraverso un equilibrio psico-fisico preliminare e un accurata meditazione formata anche da visualizzazioni per accedere nel mondo astrale.
Infine preciso che il channelling è un altro metodo di comunicazione spiritica, non è una forma di religione e non va in contrasto con nessuna di esse che crede nell’esistenza degli spiriti e del mondo astrale.
Fonte: Channelling – Vitaliano Bilotta
Per ulteriori informazione e/o per trattare più approfonditamente l’argomento,
contattarmi tramite posta elettronica: razalhock@hotmail.it
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