GIUDICARE
a cura di Daniel Razalhock
L'uomo giudica il proprio prossimo noncurante che tale atteggiamento non porta nessun frutto. Sarebbe utile giudicare solo se stessi, operando così fruttuosamente sulla propria vita. L'abitudine di giudicare per dei pregiudizi personali, oscura la visione nitida della realtà che ci circonda. Con il passare del tempo ci si può convincere che quel modo errato di vedere le cose sia quello vero. Questa abitudine quindi può farci addentrare in un oscura trappola, da noi stessi creata, che ci fa soffrire, ci fa perdere fiducia, ci isola, ci rende antipatici e superbi, vanitosi ed ipocriti. Per evitare questa fine triste possiamo avvicinarci ad un altra abitudine, più sana per il corpo e la mente. In noi vi è una scintilla divina, ed è quella che noi spesso trascuriamo, che mettiamo a tacere perché diamo più voce alla parte più materiale di noi. Imparare ad ascoltare questa scintilla divina, equivale a vivere la nostra spiritualità. Quando fallisce l'atteggiamento materialista, creando turbazioni e tristezze, vince risorgendo la forza spirituale. Nulla deve però essere lasciato al caso, quindi ci vuole un impegno concreto affinché questa spiritualità, questa grande forza interiore, esca e si rafforzi per non cedere mai. Giudicare il prossimo è spesso un modo di cercare negli altri quello che non riusciamo ad ammettere di noi. Oppure cerchiamo gli errori degli altri per sentirci migliori noi. Qualsiasi sia la causa che scatena questo senso di giudizio senza valore, è da ritenersi ingiustificato e inutile. Un altro effetto dannoso del giudicare avviene quando l'ideologia differente dal nostro lo si giudica negativo o errato, in quanto diverso dal proprio. Questo problema viene debellato sempre con lo sviluppo della spiritualità che fa allargare gli orizzonti, facendoci ascoltare pareri opposti al nostro. Mettersi sempre in discussione è un modo per rafforzare le nostre idee, la nostra fede e per accrescere la cultura. Ascoltare concetti e idee differenti dal proprio non significa credere in tutto, ma rispettare la libertà di pensiero, consapevoli che ogni essere umano ha un proprio cammino, un proprio percorso evolutivo che inevitabilmente si differenzierà dal nostro. Infine quando sentiamo l'irrefrenabile voglia o bisogno di giudicare qualcuno, giudichiamo noi stessi perché almeno è un atto di evoluzione interiore diretto al nostro miglioramento.
Per ulteriori informazione e/o per trattare più approfonditamente l’argomento,
contattarmi tramite posta elettronica: razalhock@hotmail.it
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