PROBLEMI & FORZA INTERIORE
a cura di Daniel Razalhock
I problemi si dovrebbero affrontare di persona e, quando possibile, evitarli del tutto. Se inevitabili, bisogna gestirli con razionalità, evitando di stravolgerli con illusioni e fantasie che allontanano dalla sua reale situazione. Un esempio frequente è quello di fantasticare su un ipotetico stravolgimento radicale della situazione, come per intervento divino. Comunemente, nel momento di crisi ci si lascia trasportare da centinaia di riflessioni, alla ricerca di una soluzione nel più breve tempo possibile, come un ramo viene trasportato dalla corrente del fiume. Il risultato che si ottiene è solo un ingorgo di idee confuse, un groviglio di probabilità, ottenendo l'opposto di ciò che si voleva ottenere.
Molti individui invece reagiscono costruendosi una personalità che non li appartiene, come un castello di sabbia che vuole assomigliare ad una fortezza in cui difendersi.
Tutto questo accade, perché in loro manca la forza interiore, quel coraggio di affermare: "Io Sono". Affermando la propria individualità con questa piccola frase, è sintomo di aver preso conoscenza del proprio modo di essere, distaccandosi dalla massa, dal comune appartenere e assomigliare per convenzione. L'importanza dell'individualità lo si denota da quelle personalità eccellenti da cui poi cerchiamo di trarne spunto, seguendone le orme: sono artisti, scrittori, filosofi, storici, uomini impegnati in quello che a loro si addiceva, mistici, saggi, eccetera.
Coloro che non hanno sviluppato una propria individualità, sono facilmente prede di problemi interiori, sempre disponibile ad una depressione, ad un malumore, con poca voglia di reagire. Parlando con queste persone si percepisce che il loro modo di vivere è basato per colmare il vuoto interiore, con eccessi materiali, nel senso di vizi e affini.
Altri più deboli arrivano a credere che i loro problemi possono essere risolti solo ed esclusivamente da altre persone. Scrollandosi di dosso anche quella responsabilità, ovvero quella di star bene, di essere positivi, facendo ricadere il tutto sul mondo esteriore, sulle persone circostanti. Basterebbe abbellire il proprio mondo interiore per vivere con quello esteriore con molta più semplicità.
Da questa piccola carrellata di personalità che reagiscono ai problemi, si può dedurre che ognuno di noi ha un modo differente di reazione alle avversità. Un filo conduttore però può essere il grado della forza interiore; più essa è sviluppata, più si ha la forza di reagire ai problemi, senza esserne travolti. A chi invece questa qualità non è sviluppata, corre il rischio di opprimersi senza via di fuga, da quello che durante la vita può accadere.
La forza interiore è una condizione molto soggettiva. Può essere la spiritualità per i mistici e religiosi, ma può essere anche una dottrina non appartenente al ramo del misticismo, come la razionalità e a tutto ciò che appartiene ad essa. Con questo voglio dire che un matematico ateo, non è necessariamente debole interiormente in quanto tale, ma la sua forza interiore potrà essere esercitata dalla sua fede nella razionale matematica.
In breve si può concludere con questa definizione: la Forza Interiore è una condizione soggettiva, non appartenente a nessuna dottrina specifica, con l'utilità di dare all'essere umano l'ausilio per sopportare e affrontare gli eventi della vita.
Per ulteriori informazione e/o per trattare più approfonditamente l’argomento,
contattarmi tramite posta elettronica: razalhock@hotmail.it
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